Guidare ubriachi costa caro, a meno che…

Non tutti sanno che il diritto di rivalsa è riconosciuto per legge a tutte le compagnie di assicurazioni.

Invece, è noto che il soggetto danneggiato a causa di un sinistro dovuto alla circolazione di un veicolo ha la possibilità di agire direttamente per il risarcimento dei danni, nei confronti dell’impresa di assicurazione del danneggiante.

Ciò non esclude che la compagnia di assicurazione, una volta liquidato il danno, possa poi esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del danneggiante nella misura in cui avrebbe contrattualmente avuto diritto di rifiutare o ridurre l’indennizzo.

La rivalsa trova ad esempio applicazione nel caso in cui l’assicurato abbia alzato il gomito o abusato di droghe. La gravità del fatto è ancora più lampante con il nuovo reato di omicidio stradale, il quale prevede la pena della reclusione da otto a dodici anni per chi si pone alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Di regola, l’impresa di assicurazione ha diritto di recuperare le somme che abbia dovuto pagare a terzi qualora il danneggiante guidasse in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Tuttavia, nella polizza RCA può essere aggiunta una clausola in cui la compagnia assicuratrice rinuncia espressamente al diritto di rivalsa che le compete per legge nei confronti dell’assicurato.

Nella stipula di una siffatta clausola, è altresì importante verificare se la rinuncia alla rivalsa riguardi solo la guida da parte dell’assicurato, ovvero sia applicabile anche ad altri conducenti. Infine, è importante valutare eventuali deroghe, quali particolari soglie del tasso alcolemico ovvero esclusioni quali lo stato di etilismo cronico.