Un po’di chiarezza sul caso polizze vita di Virginia Raggi

Sul caso delle polizze assicurative stipulate da Romeo in favore del Sindaco di Roma Virginia Raggi nei giornali vi sono tante inesattezze.

Savatore Romeo ha dichiarato “Ho stipulato diverse polizze vita perché offrivano un rendimento certo. Inoltre queste polizze mi offrono, come a tutti gli investitori, la possibilità di incassare il capitale con un riscatto totale o parziale in caso ne abbia bisogno. Questi prodotti finanziari prevedono l’indicazione di un beneficiario terzo in caso di morte del contraente. Quindi, solo in caso di mia morte, eventualità su cui certamente non ho scommesso, il capitale andrebbe all’eventuale beneficiario. Non avendo moglie né figli ho indicato fra i beneficiari, sempre e solo in caso di mia morte, le persone che più stimo. E fra queste c’è anche Virginia Raggi, l’attuale sindaco di Roma, indicata come beneficiario – in caso di mia morte – di una polizza da 30mila euro il 26 gennaio 2016, quindi prima che fosse anche solo candidata sindaco della Capitale, per una grande stima e amicizia nei suoi confronti, così come ho fatto con le altre persone negli altri prodotti finanziari su cui ho investito […]. Sottolineo che la sindaca così come tutti gli altri beneficiari non erano a conoscenza del mio operato“.

Sull’assicurazione a favore di un terzo, l’articolo 1920 del codice civile  dispone che “è valida l’assicurazione sulla vita a favore di un terzo. La designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento; essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente. Equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona. Per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione“.

Ebbene, l’assicurazione a favore di terzo non prevede nemmeno la necessità di un interesse da parte dello stipulante.

La designazione del beneficiario, è un negozio unilaterale, ossia per la sua validità non è necessario né il consenso del beneficiario, né quello dell’assicuratore. Trattasi inoltre di dichiarazione che non ha natura recettizia, quindi non è necessario che sia comunicata al beneficiario e pertanto non è nemmeno necessario che il beneficiario dichiari di volerne profittare. Pertanto è ben possibile che il Sindaco di Roma non sapesse nulla riguardo alle due polizze sottoscritte da Salvatore Romeo.

In seguito alla designazione, il beneficiario acquista un diritto autonomo a incassare l’indennità nel caso in cui si verifichi la morte dell’assicurato, tuttavia la designazione del beneficiario può essere modificata in qualsiasi momento, anche in questo caso, senza il consenso del beneficiario.