Il tacito rinnovo e il caos mediatico generato dal DDL concorrenza

Le polizze assicurative del ramo danni possono avere o una copertura di durata annuale o una copertura di durata poliennale (sino a 5 anni) a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura del contratto annuale.

Il contratto può essere rinnovato tacitamente  una o più volte (ma ciascuna proroga tacita non può avere una durata superiore a due anni) ai sensi dell’art. 1899 del codice civile. Ciò significa che se l’assicurato non comunica all’assicuratore che intende recedere entro 30 giorni dalla scadenza della polizza, la polizza si intende tacitamente rinnovata.

Invece, l’assicurazione obbligatoria RCA (ossia il contratto di assicurazione della responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), la quale è una sottocategoria del suddetto ramo danni, ha di regola durata annuale e si risolve automaticamente alla sua scadenza naturale e non può essere tacitamente rinnovata come disposto dall’art. 170 bis del codice delle assicurazioni.

Il DDL concorrenza nella sua versione iniziale, prevedeva che la risoluzione automatica delle polizze RCA si applichi, a richiesta dell’assicurato, anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale RCA (cfr. art. 12 DDL concorrenza nella sua versione iniziale).

Alla Camera, è stato approvato un emendamento dei deputati Di Biagio, Bianconi, Chiavaroli e Mancuso (tutti AP-CpE-NCD) che voleva estendere a tutte le polizze assicurative Ramo Danni il divieto di rinnovo tacito (ossia alle polizze danni di ogni tipologia cfr. emendamento 12.3). Nella versione del DDL concorrenza approvata alla Camera, il tacito rinnovo era vietato per qualsiasi polizza assicurativa Ramo Danni e non solo per le polizze RCA come attualmente previsto.

Al Senato, i senatori Puppato e Morgoni (entrambi PD) hanno presentato un ulteriore emendamento il quale prevedeva che “le polizze assicurative Ramo Danni di ogni tipologia alla loro scadenza, qualora non già previsto, non potranno essere rinnovate con il metodo del tacito rinnovo a richiesta dell’Assicurato sempre che il contratto stipulato non preveda vincoli con garanzie a tutela di un beneficiario identificato. Il contratto assicurativo con tacito rinnovo prevede condizioni di disdetta da parte del contraente con termine di preavviso non inferiore a trenta giorni dalla scadenza” (cfr. emendamento 12.203). Tale emendamento ha suscitato un clamore mediatico tanto che tale emendamento è stato ritirato.

Per ovviare al problema, il Senato in sede di esame del DDL concorrenza ha impegnato il Governo ad affrontare e risolvere, entro brevi termini e al primo provvedimento utile, le problematiche di cui all’emendamento proposto dagli onorevoli Puppato e Morgoni.

Il DDL è ora in corso di esame in Senato alla commissione industria, commercio e turismo. Vedremo se il Senato opterà per limitare il divieto di tacito rinnovo solo alle polizze RCA ovvero se estenderà tale divieto di rinnovo tacito a tutte le polizze danni. Dato che il DDL concorrenza non è ancora stato approvato definitivamente al Senato, a oggi la situazione è invariata: il tacito rinnovo delle polizze è vietato solo per le assicurazioni RCA, mentre tutte le altre assicurazioni del ramo danni possono essere rinnovate tacitamente.